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Un altro romanzo di Giuseppe Bordonali
Le “Ali di Icaro” è un romanzo travolgente, che
affascina e sorprende il lettore per l’intensità della creazione di caratteri e
situazioni. È il seguito de “Il dono di Ahmet Pascià” nel quale si descrivono le
avventure di Adriaan Detmers e la storia di un misterioso
cofanetto.Ed è proprio quest’ultimo che lega ed intreccia gli avvenimenti e i
personaggi orchestrati dalla penna di Bordonali.
Le notizie pià recenti che
riguardano il cofanetto rimandano al Val di Noto da dove, nel 1993, partono le
ricerche di un eccentrico professore americano, Peter Van den Berg, dalle
origini olandesi.
Un’appassionante ricerca in luoghi e tempi lontani che
coinvolge la Principessa di Eloro, discendente di un nipote di Adriaan Detmers,
Corrado Bagni e la sua fidanzata Julia Floriancic, due archeologi chiamati dal
vicequestore Gaetano Laghi per controllare i lavori della compagnia americana di
un losco uomo d’affari, Mr. Tullner.
L’incalzante tensione narrativa
introduce il lettore in un mondo popolato di fatti e personaggi, ora vivi, ora
morti, come le immagini di un vecchio quadro…
LA PREFAZIONE
L’opera prima di Bordonali, il dono di Ahmet Pascià, ha superato
l’esame del pubblico. È stato il romanzo più venduto a Siracusa, scritto da un
siracusano.
Ora è arrivato il tanto atteso seguito. E’ bene dire che sono
due opere differenti, che viaggiano su lunghezze d’onda parallele; nel nuovo
romanzo si sperimentano vie letterarie nuove che non mancheranno di suscitare la
curiosità del lettore. I confini trascendono l’area locale, la voce dell’autore
si rivolge ad un pubblico più ampio.
Opera logicamente più matura e
complessa, le ali di Icaro approfondisce la ricerca psicologica dei personaggi.
La trama narrativa è robusta e scorrevole, l’azione incalzante, la riflessione
costante.
Con questo suo secondo romanzo ritengo che Bordonali entrerà di
diritto nella storia della cultura siracusana e spero contribuisca ad
avvicinarvi sempre più persone, soprattutto le giovani generazioni.
La
scelta di una nuova casa editrice, di una ricercata veste grafica, penso poi che
contribuirà a far varcare al libro i confini regionali.
Il libro si mantiene
sempre su un buon livello narrativo, non ci sono cali di tensione, al contrario
l’attenzione del lettore viene tenuta sempre desta anche grazie alla cura del
particolare.
L’autore trasferisce il lettore “dentro il romanzo”, nutrendolo
di emozioni in presa diretta. Anche questa volta c’è un qualcosa per tutti,
dagli aspetti storiografici alla fiction, dalla riflessione filosofica
all’emozione del quotidiano.
Luigi
Amato
(Ordinario di Estetica, Reggio Calabria)